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Tuesday, 17 March 2015

Tenerife: l'isola Canaria più elevata




Tenerife = El Teide (ma non solo). Al centro di quest’isola approssimativamente triangolare si erge la montagna più alta di Spagna e il suo vulcano più imponente ancora in attività.

El Teide significa anche turismo, poiché attrae milioni di visitatori ogni anno; ciononostante, resta maestoso e distante, incurante delle migliaia di arrampicatori, escursionisti, fotografi e gente che affolla i belvedere. E’ generoso; dà a ciascuno quello che cerca – sole, un picco innevato, aria frizzante, avventura, bizzarre formazioni di lava, paesaggi extraterrestri (Las Cañadas), vegetazione autoctona, un osservatorio per ammirare il cielo notturno trapunto di stelle e tanto altro. E’ spettacolare, e giustamente famoso.

Abbiamo fatto una lunga camminata intorno alla base, a 2200 m sul mare, anziché raggiungere con la funivia il picco a 200 m sotto il livello massimo di 3,781 m, perché ero un po’ a corto di respiro. Non me ne rammarico, sono sicura che sia stato altrettanto incredibile. Il sole splendeva e abbiamo fatto il nostro picnic in un punto tranquillo del possente scenario, sul lato sud della montagna, dove la vegetazione è quasi assente.
 
 Sul lato opposto, ci sono quasi permanentemente nuvole, nebbia e neve. In realtà l’isola è divisa in due dal Teide relativamente al clima, in direzione O-E: il nord è sotto l’influenza della corrente del Golfo con un alto grado di umidità, venti occidentali costanti e tempo molto variabile. La vegetazione è lussureggiante e la terra produce generosi raccolti di banane, arance, papaie e tutti i tipi di frutta e verdura. Il Teide forma una barriera, così che il lato sud di Tenerife è arido e perlopiù desertico, con temperature notevolmente superiori rispetto al nord ed è normalmente soleggiato. Questa è una fortuna per i turisti da spiaggia, ma molto meno per gente come noi, che tendiamo a fuggire le folle, così decidiamo di fare campo base a Puerto de la Cruz.

Tenerife non è soltanto il Teide, si capisce. Ci sono luoghi favolosi lungo la costa NO: Icod de los Vinos, Garachico, Buenavista del Norte (con la Punta de Teno), Masca e Los Gigantes, con le scogliere verticali emergenti 600 m dal livello del mare.

Garachico è un villaggio molto ben conservato che nel diciottesimo secolo era il porto principale di Tenerife fino all’ultima eruzione del 1706. Un grosso scoglio (Roque de Garachico) si alza dal mare proprio di fronte. Garachico ha piscine naturali formate dalla lava, pittoresche stradine e un bel piccolo parco (Parque Puerta de Tierra) con un monumento al poeta Rafael Alberti.

Icod de Los Vinos è interessante non solo per il “Drago millenario” (Dracaena draco – l’albero è in realtà molto meno antico) che si trova in un parco molto attraente, ma anche per numerosi luoghi ed edifici, tra cui Casa Cáceres nella piazza omonima, con vegetazione singolare, chiese, ristoranti e il Salón Geográfico de Canarias (museo geografico) inaugurato di recente.

Punta de Teno è il polo d’attrazione del Parque Rural de Teno, il punto più a NE dell’isola, dove oceano e terraferma si scontrano e ti avvincono – una fine del mondo travolgente.

Masca è un paesino appollaiato all’imbocco di una lunga gola che scende verso l’oceano, una vera sfida per gli escursionisti. A 3 km verso sud, dove finisce la gola, iniziano le scogliere di Los Gigantes.


Puerto de la Cruz, il nostro campo base, è una vivace località turistica, sebbene non tanto popolare presso i giovanissimi quanto Playa de las Américas, a sud. Puerto Cruz ha numerosi buoni alberghi, ristoranti e bar, innumerevoli empori e boutique, belle spiagge di fine sabbia nera, angoli pittoreschi e magnifici giardini. I nostri cinque giorni sul posto sono stati gradevoli e rilassanti. Il nostro albergo s’innalzava proprio sulla spiaggia, uno dei tanti hotel-grattacielo costruiti tra gli anni novanta e la prima decade del duemila; la nostra camera era spaziosa e confortevole e dava sull’oceano. La spiaggia e la piscina dell’albergo parevano invitarci, purtroppo le temperature erano troppo invernali per noi. Vicino all’albergo ci sono il medievale Castillo San Felipe, in restauro, e la magnifica Playa Jardín. A pochi passi si è in centro; si raggiunge la Plaza del Charco con i suoi diversi ristoranti e bar attraversando la zona pedonale del quartiere La Ranilla, recentemente rimesso a nuovo e pieno di simpatici localini. Appena a nord di Plaza del Charco ecco il caratteristico porto dei pescatori. Procedendo sempre in direzione est si raggiunge l’Eremitaggio di San Telmo, una graziosa chiesetta cattolica circondata da un giardino tropicale altrettanto grazioso; continuando ancora si arriva a Lago Martiánez, complesso pubblico di piscine salate progettate dall’artista di Lanzarote César Manrique. Oltre a questo c’è Playa de Martiánez, paradiso dei surfisti.

Per finire ecco alcune raccomandazioni per un buon aperitivo e/o un buon pasto.

- Puerto de la Cruz: il Bar Agora serve eccellenti mojitos, il personale è cortese e la connessione wi-fi affidabile; il Restaurante Régulo ha una cucina d’alta classe e il Restaurante La Cofradía offre il pesce e i crostacei più freschi della città;

- Icod de los Vinos (costa nord): il Restaurante Carmen ha un ambiente caratteristico e genuina cucina di Tenerife;

- Costa Adeje (costa sud): il Restaurante Torre del Mirador è in posizione splendida con un’atmosfera molto vivace.

 

 

©DaniBlue

17.3.2015

2 comments:

sara nathan said...

grazie Daniela, anche Tenerife merita di andarci, bellissime foto che documentano magnifici scorci. Vedo con piacere che nei vostri viaggi non vi fate mancare niente, sempre qualche accenno al buon mangiare e al buon bere, io purtroppo sono astemia e uno dei grandi piaceri me lo perdo....

Daniela Verzaro said...

Eh, già, ci consideramo un po' dei gastronauti. Io ho incominciato a "educarmi" a bere il vino e gradatamente apprezzarlo non prima dei 23 anni. Non amo le grandi bevute, ma quelle preziose.